Un anello d’oro con tre brillanti, dimenticato nel bagno delle donne della Camera, diventa il piccolo giallo di Montecitorio. A trovarlo è Simonetta Matone, deputata della Lega ed ex magistrata, che lo consegna al responsabile della sicurezza facendo redigere un verbale del ritrovamento.
Prima di affidarlo alla custodia del personale, la parlamentare aveva provato a individuare la proprietaria contattando le colleghe Simona Loizzo e Cristina Rossello. Entrambe, però, le avevano risposto che il gioiello non apparteneva a loro. Quanto al valore, Matone ha ipotizzato una cifra di 30mila euro: una valutazione informale, ancora da confermare attraverso una perizia.
L’episodio ha offerto anche l’occasione per qualche battuta. La deputata ha raccontato che alcuni colleghi, scherzando, le avrebbero suggerito di tenere l’anello. Una prospettiva che lei ha respinto senza esitazioni, scegliendo di formalizzare la consegna. Poi l’ironia sulle possibili rivendicazioni: “Ci sarà la fila per reclamarlo”.
Per Matone, che prima dell’impegno politico ha trascorso una lunga carriera in magistratura, lavorando anche come pubblico ministero presso il Tribunale per i minorenni di Roma, questa volta nessun fascicolo giudiziario: soltanto un prezioso da restituire e una proprietaria da rintracciare. Il mistero, almeno nel racconto del ritrovamento, resta tutto qui: chi ha lasciato tre brillanti nel bagno di Montecitorio?