Dal 1997 il quotidiano storico del Partito Comunista Italiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924 ha vissuto letteralmente sulle montagne russe, tra chiusure, riaperture, passaggi di mano della proprietà, paralisi dell’attività redazionale, scioperi e momentanee sospensione delle pubblicazioni. La sua storia dopo il crollo del Muro di Berlino è influenzata sia dalla fine del PCI che dalla crisi del giornalismo italiano.
Fino al tira e molla di queste ore tra l’imprenditore campano Alfredo Romeo e il Partito Democratico che vorrebbe escluderlo da ogni ruolo, come riportato dal sito Dagospia. Non per una questione di soldi o investimenti, ma per riportarlo nell’alveo dell’ortodossia di sinistra.
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L’Unità è stato uno dei protagonisti della cultura italiana del Novecento e ha ospitato sulle sue pagine gli interventi di intellettuali italiani e stranieri di primo piano, tra cui Pier Paolo Pasolini, Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo, Italo Calvino, Massimo Bontempelli, Cesare Pavese, Alfonso Gatto, Paul Éluard, Louis Aragon, Federico García Lorca ed Ernest Hemingway. La sua lettura era un dovere per gli iscritti al partito, i militanti impegnavano parte del loro tempo libero nella vendita e diffusione delle copie.
Fino al quasi tracollo che ha aperto l’ingresso di investitori privati. Il percorso di privatizzazione del quotidiano del Pci poi Pds era iniziato nel 1997, con l’ingresso degli imprenditori Alfio Marchini e Giampaolo Angelucci, ora editore dei quotidiani Libero, Giornale e Tempo. Nel 2000 la prima travagliata chiusura, nel 2001 il ritorno in edicola con una cordata di imprenditori guidata dall’editore Alessandro Dalai e da Marialina Marcucci, con la direzione affidata a Furio Colombo. Nel 2008 l’acquisto da parte del patron di Tiscali, Renato Soru, che scelse come direttrice Concita De Gregorio dietro suggerimento dell’allora leader del Pd Walter Veltroni (ultimo direttore del quotidiano a ricoprire contemporaneamente un incarico politico).

Poi c’è l’arrivo di Matteo Fago, fino al colpo di mano di Matteo Renzi che affida il giornale ai costruttori Pessina. Nel 2017 anche quell’esperienza arriva al capolinea con la chiusura del giornale, che rimane assente dalle edicole fino al 2023, quando torna con il vidionario avvocato imprenditore Romeo e Piero Sansonetti alla direzione.
Le attuali grandi manovre, in previsione delle elezioni del 2027, mirano ad avere il quotidiano a totale trazione Partito Democratico targato Schlein in edicola in tempo per le elezioni del 2027. Senza altre interferenze dichiarano i ben informati e con la promessa di salvaguardare gli attuali posti di lavoro.