Prezzi alle stelle per il petrolio dopo lo stop al cessate il fuoco con l’Iran dichiarato Donald Trump. “Per noi è finita”, ha dichiarato il presidente USA a seguito di una serie di attacchi nel Golfo Persico. Questo mercoledì c’è stato un brusco aumento in primis per il petrolio Brent, l benchmark internazionale, salito di quasi il 6% raggiungendo i 78 dollari al barile. Si tratta del livello più alto relativamente alle ultime due settimane, non ancora ai numeri del periodo più intenso del conflitto ma ben al di sopra del periodo pre-bellico (72 dollari al barile).

Anche il greggio West Texas Intermediate (WTI), il benchmark statunitense, è schizzato superando i 74 dollari al barile. Prima del conflitto la cifra si attestava ai 67 dollari. Al momento i prezzi della benzina negli USA hanno toccato i 3,80 dollari al gallone, più alti del 27% rispetto al periodo pre-guerra.

L'amministrazione Trump - si legge sul ‘New York Times’ - ha inoltre revocato una deroga che consentiva all'Iran di vendere petrolio, in risposta agli attacchi contro le petroliere avvenuti questa settimana nello Stretto di Hormuz, una via cruciale per il commercio energetico mondiale.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha affermato di aver colpito oltre 80 obiettivi in ​​Iran, tra cui decine di piccole imbarcazioni utilizzate dall'esercito iraniano, "per indebolire la capacità dell'Iran di continuare ad attaccare il commercio internazionale". L'esercito iraniano ha risposto colpendo 85 siti militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, prolungando un ciclo di rappresaglie che potrebbe compromettere la nascente ripresa del traffico marittimo nella regione.