Una proposta destinata ad alimentare il dibattito sulla sicurezza e sulle violenze durante le manifestazioni arriva da Marco Rizzo, storico esponente della sinistra comunista italiana e fondatore del nuovo partito Italia Domani. In un video diffuso sui social, Rizzo indica una soluzione che, nelle sue intenzioni, dovrebbe responsabilizzare direttamente le famiglie dei giovani protagonisti degli scontri e delle devastazioni.
"Vogliamo risolvere questa vicenda degli scontri, dei ragazzini che vanno a spaccare tutto? Una norma molto semplice: il fermo con cauzione. Spacchi, ti fermano, esci quando i genitori vengono a pagare una cauzione, così magari ti danno finalmente anche due schiaffi".
Parole nette, che spostano l'attenzione dalla sola repressione degli episodi di violenza alla responsabilità educativa delle famiglie. Il meccanismo immaginato da Rizzo prevede che chi viene fermato per aver provocato danni durante un corteo possa tornare libero soltanto dopo il pagamento di una cauzione da parte dei genitori. Una proposta che, tuttavia, richiederebbe una specifica disciplina legislativa e una verifica di compatibilità con le garanzie costituzionali sulla libertà personale.
Già deputato ed europarlamentare, con una lunga militanza nel Partito dei Comunisti Italiani e successivamente alla guida del Partito Comunista, Rizzo ha intrapreso un nuovo percorso politico con Italia Domani, formazione che punta a superare i tradizionali schieramenti di destra e sinistra, concentrandosi su sovranità nazionale, lavoro e sicurezza.
La sua uscita arriva in un clima segnato dalle polemiche sugli scontri nei cortei e sulle aggressioni alle forze dell'ordine. Resta aperta una questione fondamentale: come garantire il diritto costituzionale di manifestare pacificamente e, contemporaneamente, impedire che le proteste diventino occasione di violenze e danneggiamenti. La ricetta di Rizzo è una cauzione a carico delle famiglie, ma la sua concreta applicabilità apre interrogativi giuridici tutt'altro che secondari.