"Mi ispiro alla tecnica della guerriglia". Lo dice Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, in un'intervista al quotidiano Il Centro, riportata da Open, in occasione della sua prima visita in Abruzzo come
capo del movimento.

Il riferimento alla guerriglia riguarda, nelle parole di Vannacci, il modello organizzativo del movimento. Il generale paragona la struttura che immagina per Futuro Nazionale a un'organizzazione "reticolare", citando anche il modo in cui, a suo dire, operano le organizzazioni terroristiche: "Io do l'indirizzo e le direttive, ma lascio ampio spazio di iniziativa a tutti quelli che lavorano sul terreno. I terroristi lavorano così, non c'è mai il capo. È questa l'idea alla quale mi sono ispirato".

Vannacci ammette che questo approccio comporta qualche rischio: "Ciò comporta molto più caos, molta meno controllabilità, però c'è la possibilità di far emergere chi effettivamente vale. Non sarà rigida e gerarchicamente oppressiva come quella dei partiti tradizionali".

Il programma: piccole imprese e immigrazione

Sul piano programmatico, Vannacci indica due priorità. La prima riguarda le piccole e medie imprese, "il 96% del tessuto economico italiano": "Vogliamo sburocratizzare e abbassare un carico fiscale inaccettabile". La seconda è l'immigrazione. Senza fornire dettagli sul calcolo, Vannacci sostiene che agendo sull'immigrazione "andremo a
guadagnare 15 miliardi di euro l'anno", anticipando l'uscita di un libro in cui svilupperà la tesi. Il generale cita anche la sicurezza come tema centrale per i piccoli comuni: "Siamo gli unici ad affrontare in maniera concreta e pragmatica l'aspetto della sicurezza".