Immigrazione, clandestini e “remigrazione” sono stati tra i temi centrali dell’intervento di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, durante l’incontro organizzato al centro polifunzionale Il Diamante di Porto Sant’Elpidio, nel Fermano, davanti a oltre 500 sostenitori. Proprio sulle politiche migratorie il generale ha utilizzato i toni più netti, collegando il fenomeno anche al mercato del lavoro e alla difesa dell’identità nazionale.

Nel criticare l’operato del governo Meloni, Vannacci ha ricordato alcune delle promesse della maggioranza: «Ve lo ricordate il “toglieremo le accise”? Si è visto. Il blocco navale? Si è visto. Abbiamo consentito l’arrivo di decine di migliaia di clandestini. È stato fatto il decreto Flussi e creato quello che Marx definiva l’esercito industriale del padrone che va a sostituire il lavoratore autoctono. Così il sistema non è sostenibile. Sferziamo l’industria, ridiamo vitalità alle imprese, aumentiamo i salari e poi rimandiamo a casa i clandestini», le parole riportate da 'Ansa'.

Il passaggio successivo è stato dedicato alla “remigrazione”, concetto che Vannacci distingue dai semplici rimpatri e che presenta come strumento di tutela dell’identità culturale. «C’è chi dice che la remigrazione non si può fare? È un concetto, è un diritto di ogni popolazione autoctona di difendere la propria cultura e civiltà, in primis a scuola insegnando l’identità e la letteratura italiana, sviluppando l’amor di patria. Siamo italiani, non meticci».

Il leader di Futuro Nazionale ha poi esteso il ragionamento alla famiglia e alla dimensione pubblica: «Poi si sviluppa in famiglia e i genitori devono poter stare con i figli. Poi negli eventi solenni, dobbiamo celebrare la nostra storia, non quella della Palestina. Io voglio vedere le bandiere dell’Italia, non quelle straniere». Le parole sulla remigrazione hanno suscitato applausi convinti tra i sostenitori presenti, ma anche contestazioni all’esterno da parte della Rete degli Studenti Medi. Il coordinatore Emanuele Fenni ha definito la proposta non applicabile e accusato Vannacci di alimentare le paure legate all’immigrazione.