Secondo il sondaggio Ixè del 7 luglio 2026, il centrosinistra resta davanti al centrodestra nelle intenzioni di voto, ma entrambi gli schieramenti arretrano rispetto alla rilevazione di aprile. Il campo progressista viene stimato al 44,6%, in calo di 2,6 punti, mentre il centrodestra si ferma al 41,4%, perdendo 2,3 punti. Il vantaggio del centrosinistra è quindi di 3,2 punti percentuali, leggermente più stretto rispetto ai 3,5 punti della precedente rilevazione comparabile.
Il primo partito resta Fratelli d’Italia, stimato al 27,5%. Il partito di Giorgia Meloni mantiene un margine netto sul Partito Democratico, ma registra una flessione: ad aprile era al 28,4%, a febbraio al 28,9%, a gennaio al 29,1% e a novembre 2025 aveva toccato il 30,3%. Il dato di luglio conferma quindi una fase di arretramento progressivo rispetto ai picchi dell’autunno scorso.
Il Partito Democratico è secondo con il 21,4%, ma anche in questo caso il dato è in discesa. Ad aprile il Pd era al 23,4%, due punti sopra l’attuale rilevazione. È il valore più basso tra quelli riportati nella serie del sondaggio, inferiore anche al 21,7% di giugno 2025 e al 21,8% di aprile 2025 e novembre 2025.
Il Movimento 5 Stelle si conferma terza forza politica con il 12,8%, sostanzialmente stabile rispetto al 12,9% di aprile e al 12,7% di febbraio. Il dato segnala una tenuta, ma non una crescita significativa: il M5S resta sopra il 12%, ma lontano dal 14,1% registrato a settembre 2025.
Il dato politicamente più rilevante riguarda però Futuro Nazionale, la formazione legata a Roberto Vannacci, stimata al 7,1%. Ad aprile era al 3,4%, a febbraio al 2,7%. In pochi mesi il movimento più che raddoppia il proprio consenso e arriva allo stesso livello di Alleanza Verdi Sinistra, anch’essa al 7,1%. Soprattutto, Futuro Nazionale supera la Lega, che scende al 5,1%.
Nel centrodestra tradizionale, oltre a Fratelli d’Italia al 27,5%, Forza Italia viene stimata al 7,7%, in calo rispetto all’8,3% di aprile e all’8,8% di febbraio. Noi Moderati è all’1,1%, sostanzialmente stabile. La Lega, invece, appare in forte difficoltà: dal 6,0% di aprile passa al 5,1%, mentre un anno fa, ad aprile 2025, era all’8,8%. Il confronto con il dato di Futuro Nazionale rende evidente la pressione elettorale sull’area leghista.
Nel campo progressista, Alleanza Verdi Sinistra sale leggermente al 7,1%, rispetto al 6,9% di aprile. Italia Viva scende al 2,2%, dal 2,5% precedente, mentre +Europa cala all’1,1%, contro l’1,5% di aprile. Il centrosinistra mantiene quindi il vantaggio sul centrodestra, ma la flessione del Pd pesa sul totale complessivo della coalizione.
Fuori dai due blocchi principali, Azione è stabile al 3,1%, lo stesso dato di aprile, mentre la voce Altri sale al 3,8%, contro il 2,6% della rilevazione precedente.
La fotografia politica del sondaggio è quindi duplice. Da un lato, il centrosinistra resta avanti sul centrodestra, con 44,6% contro 41,4%. Dall’altro, il dato più dinamico non arriva dai partiti maggiori, ma da Futuro Nazionale, che con il 7,1% cambia gli equilibri dell’area di destra e apre un problema evidente soprattutto per la Lega. Se infatti il centrodestra viene calcolato senza Vannacci, resta dietro al centrosinistra; se invece si guarda all’intera area politica potenziale comprendendo anche Futuro Nazionale, il quadro numerico cambierebbe radicalmente, arrivando al 48,5%.