Al centro della vicenda c’è la pagina Facebook “Velletri… di tutto e di più”, che attraverso una serie di post ha raccontato l’emergenza attribuendo il merito degli interventi quasi esclusivamente ad alcuni esponenti politici e volontari, lasciando in secondo piano il lavoro già avviato dall’Amministrazione comunale e dagli enti competenti.

Una narrazione che sta facendo discutere perché rischia di trasmettere ai cittadini l’idea che il Comune sia rimasto fermo nelle ore successive all’incendio. Una ricostruzione che viene però smentita da chi ha seguito direttamente la gestione dell’emergenza, ricordando come il sindaco abbia firmato tempestivamente l’ordinanza di sgombero per motivi di sicurezza, mentre i Servizi Sociali hanno immediatamente preso in carico le famiglie, attivando le prime sistemazioni disponibili e mantenendo un costante raccordo con ATER e con tutti i soggetti istituzionalmente competenti.

A far discutere sono anche gli annunci pubblicati sui social relativi a sorveglianza, viveri e altri interventi che, in situazioni di emergenza, richiedono invece procedure precise e competenze ben definite. Secondo chi sta seguendo il caso, comunicazioni di questo tipo rischiano di creare confusione tra i cittadini e di generare aspettative che non possono essere soddisfatte al di fuori dei canali istituzionali.

Le cause dell’incendio restano inoltre al vaglio delle autorità competenti e nessuna ipotesi è stata ancora esclusa. Proprio per questo, in molti ritengono fuori luogo trasformare una vicenda ancora oggetto di accertamenti in uno scontro politico e mediatico.

Mentre le famiglie coinvolte attendono risposte concrete, la polemica continua ad alimentarsi sui social. Una situazione che, secondo diversi osservatori, rischia di spostare l’attenzione dall’unica vera priorità: assistere i cittadini colpiti dall’incendio e garantire una comunicazione fondata sui fatti, non sulla propaganda.