Venerdì 2 Ottobre è stato rilasciato nelle sale italiane Verity thriller psicologico diretto da Michael Showalter e tratto dal celebre romanzo omonimo di Colleen Hoover.
Il lungometraggio vede come protagonista Lowen Ashleigh, interpretata da Dakota Johnson, una scrittrice che accetta di fare la ghostwriter per completare la fortunata serie di best seller di Verity Crawford, interpretata da Anne Hathaway, autrice rimasta paralizzata dopo un incidente.
Lowen si trasferisce nella tenuta in Vermont dei Crawford per poter fare delle ricerche per i libri che deve concludere, è lì che si imbatte nella bozza di un’autobiografia scritta sotto forma di diario a partire dall’incontro col marito Jeremy Crawford, interpretato da Josh Hartnett, nel quale l’autrice Verity fa trapelare segreti e confessioni inquietanti sul marito e sul rapporto coi figli.
Si apre così una narrazione crescente che porta lo spettatore a chiedersi sempre più spesso quale sia la verità e chi sia il vero cattivo, se così lo si vuole chiamare, una perfetta tensione che si conclude in un apice che sembra accompagnato in sottofondo dall’ Estate di Vivaldi.
Il thriller, magistralmente diretto da Michael Showalter, non a caso è ben riuscito, sono indubbie le capacità degli addetti ai lavori ma una buona componente del merito è da attribuire alla sceneggiatura tratta dal romanzo omonimo di Colleen Hoover.
Tutto nel film fa trasparire quel disagio celato, quel ‘qualcosa che non va’ dalla scenografia agli abiti dei personaggi, è per questo e per il suo finale aperto che lascia lo spettatore libero di trovare il proprio cattivo e la propria verità che sarà certamente una pellicola che verrà ricordata negli anni anche perché di opere del genere non se ne ricordano molte riuscite dai tempi di Gone Girl, ed era il 2014.