Negli Stati Uniti basta un gesto per trasformare una partita di basket in un caso politico e mediatico. È quello che è accaduto a Sophie Cunningham, guardia delle Indiana Fever, diventata in pochi giorni uno dei volti più discussi della WNBA. Non per una prestazione straordinaria sul parquet, ma per una reazione rimasta impressa a milioni di persone: durante una partita particolarmente tesa contro le Phoenix Mercury, la cestista ha puntato il dito verso un'avversaria, mantenendo lo sguardo fisso per oltre venti secondi senza pronunciare una parola.

L'episodio è nato dopo un acceso confronto tra la stella delle Fever, Caitlin Clark, e DeWanna Bonner. Cunningham è intervenuta in difesa della compagna e ha risposto alle provocazioni con un gesto tanto semplice quanto deciso. Le due giocatrici hanno poi ricevuto un fallo tecnico, ma ormai l'attenzione era tutta concentrata su quella scena, diventata in poche ore uno dei video più condivisi sui social.

Per molti tifosi il gesto è stato interpretato come la dimostrazione di una personalità forte, pronta a difendere le compagne senza timori. Altri lo hanno giudicato provocatorio e poco sportivo. Come spesso accade negli Stati Uniti, il dibattito è rapidamente uscito dall'ambito sportivo per trasformarsi in uno scontro culturale tra chi difende il politicamente corretto e chi, invece, rivendica la libertà di esprimersi senza filtri.

Nata nel Missouri nel 1996, alta 1,85 metri, Sophie Cunningham ha costruito la propria carriera all'Università del Missouri prima di essere scelta nel Draft WNBA del 2019 dalle Phoenix Mercury. Dopo cinque stagioni è approdata alle Indiana Fever, dove si è affermata come una delle giocatrici più grintose e carismatiche della squadra. Oltre ai risultati sul campo, è diventata una vera e propria influencer sportiva grazie ai suoi milioni di follower sui social, ai podcast e alle collaborazioni con importanti marchi.

Non è la prima volta che Cunningham finisce al centro delle polemiche. Già nella passata stagione era intervenuta con decisione per difendere Caitlin Clark durante un'altra partita molto accesa, episodio che le costò l'espulsione ma che contribuì a rafforzarne l'immagine di atleta pronta a schierarsi sempre dalla parte delle proprie compagne.

Negli ambienti conservatori americani il suo nome viene ormai indicato come quello di un'atleta che non teme di sfidare la cultura "woke", mentre per i suoi detrattori rappresenta un esempio di eccessiva provocazione. Qualunque sia l'interpretazione, il risultato è evidente: con un semplice dito puntato Sophie Cunningham è riuscita a trasformarsi in uno dei personaggi più discussi dello sport americano, dimostrando ancora una volta come oggi, nell'era dei social, un gesto possa valere molto più di mille parole. (Video Youtube Chaz NBA)

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