In occasione della Giornata dell'Ascolto del 21 ottobre, la Fondazione Artemisia ETS richiama l'attenzione sulla prevenzione della violenza contro le donne, con particolare riferimento allo stalking, alle minacce e alla violenza psicologica. La presidente Mariastella Giorlandino sottolinea la necessità di riconoscere tempestivamente i segnali di pericolo e offrire sostegno alle vittime, anche in vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

L'iniziativa punta a sensibilizzare cittadini, famiglie e istituzioni sull'importanza di ascoltare le donne che vivono situazioni di paura e isolamento, favorendo l'accesso ai servizi di protezione e assistenza. Secondo la Fondazione, intervenire nelle fasi iniziali può contribuire a evitare che i comportamenti persecutori evolvano in situazioni di maggiore pericolo.

Stalking e violenza psicologica, i segnali da riconoscere

«La violenza non comincia necessariamente con uno schiaffo. A volte inizia con una telefonata ossessiva, con il controllo del telefono, con una minaccia mascherata da gelosia, con la paura di uscire di casa o di interrompere una relazione», dichiara Giorlandino.

La presidente evidenzia come il controllo, le intimidazioni e l'isolamento possano compromettere progressivamente la libertà e la sicurezza delle vittime. Comportamenti che, se sottovalutati o interpretati come semplici manifestazioni di gelosia, rischiano di impedire un intervento tempestivo.

«Il nostro dovere è ascoltarle, crederle e aiutarle a ritrovare la propria libertà. Perché ascoltare una donna oggi può significare salvarle la vita domani», aggiunge la presidente della Fondazione Artemisia ETS.

Assistenza psicologica e legale alle vittime

L'ascolto, secondo la Fondazione, deve tradursi in interventi concreti, attraverso protezione, assistenza psicologica, orientamento legale e accompagnamento nei percorsi di tutela. L'organizzazione opera attraverso una rete di professionisti, tra cui psicologi, avvocati e medici specialisti, per offrire supporto alle persone che affrontano situazioni di particolare fragilità.

Giorlandino richiama inoltre l'attenzione sulla necessità di superare gli atteggiamenti che portano a mettere in discussione le ragioni per cui una donna non abbia denunciato prima. «Dobbiamo smettere di chiedere alle donne perché non abbiano denunciato prima e cominciare a domandarci se, quando hanno cercato aiuto, qualcuno sia stato davvero disposto ad ascoltarle», afferma.

La prevenzione, prosegue la presidente, passa dalla capacità di riconoscere i segnali di rischio e dalla disponibilità ad ascoltare le richieste di aiuto senza giudizi o sottovalutazioni.

Verso il 25 novembre, l'appello alla responsabilità collettiva

La Giornata dell'Ascolto rappresenta anche un momento di sensibilizzazione in vista del 25 novembre, dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne. Per la Fondazione, l'impegno non deve limitarsi alle iniziative organizzate in occasione della ricorrenza, ma coinvolgere quotidianamente famiglie, scuole, istituzioni e operatori sanitari.

«Non possiamo limitarci a contare le vittime dopo una tragedia. Dobbiamo imparare a riconoscere e ascoltare le donne prima che sia troppo tardi. La lotta al femminicidio comincia molto prima del femminicidio stesso», dichiara Giorlandino.

Tra le priorità indicate figurano l'educazione al rispetto, il riconoscimento dei comportamenti persecutori e la costruzione di reti di sostegno accessibili, in grado di contrastare l'isolamento delle vittime.

La presidente auspica che il 25 novembre diventi il simbolo di una responsabilità condivisa durante tutto l'anno. «Una donna che trova il coraggio di parlare deve trovare qualcuno pronto ad ascoltarla e ad aiutarla. Perché il silenzio protegge la violenza, mentre l'ascolto può interromperla», conclude.

La Fondazione ricorda infine che è possibile contattare il 1522, il numero nazionale antiviolenza e antistalking, gratuito e attivo 24 ore su 24, per ricevere ascolto, informazioni e orientamento verso i servizi di tutela.