A dieci anni dalla legge 29 ottobre 2016, n. 199, sul contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro in agricoltura, l’attenzione si concentra sul rafforzamento dei controlli, sull’integrazione delle banche dati e sulla diffusione della legalità nelle filiere agroalimentari. A fare il punto è Fabio Vitale, Direttore dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA) e componente del Consiglio di amministrazione dell’INPS, che richiama i risultati dell’attività di vigilanza e la crescita della Rete del lavoro agricolo di qualità.

Al 30 settembre 2026, le imprese ammesse alla Rete istituita presso l’INPS sono 13.136, distribuite in 16 regioni, con 62 sezioni territoriali attive. Nel primo semestre dell’anno, invece, la vigilanza previdenziale ha interessato 357 aziende agricole, con quasi 5.900 lavoratori coinvolti e oltre 17,2 milioni di euro accertati tra contributi e sanzioni.

Caporalato, i controlli INPS nel primo semestre 2026

I dati dell’INPS indicano che, tra gennaio e giugno 2026, sono stati inoltre annullati oltre 7.000 rapporti di lavoro agricolo, per un valore complessivo di circa 21 milioni di euro. L’attività ispettiva è stata orientata attraverso l’analisi integrata delle banche dati e l’utilizzo di indicatori di rischio, con l’obiettivo di individuare le situazioni maggiormente esposte a irregolarità.

Vitale sottolinea il ruolo del coordinamento tra le amministrazioni e dell’impiego delle informazioni disponibili per contrastare lo sfruttamento del lavoro. «L’AGEA vede le risorse pubbliche che entrano nelle aziende agricole, l’INPS vede il lavoro che ne esce», afferma, evidenziando la necessità di collegare il sistema dei sostegni pubblici con il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Legge 199 e misure per la legalità in agricoltura

Tra gli strumenti richiamati dal Direttore dell’AGEA figurano il Sistema informativo per la lotta al caporalato e la Banca dati degli appalti in agricoltura, istituiti dal decreto-legge n. 63 del 2024. A questi si aggiungono il rafforzamento dei requisiti per l’accesso alla Rete del lavoro agricolo di qualità, estesi anche agli ambiti della salute e della sicurezza dal decreto-legge n. 159 del 2025, e la condizionalità sociale prevista dalla Politica agricola comune (PAC).

Nel suo intervento, Vitale riconosce al Governo un ruolo nell’accelerazione delle misure di contrasto alle irregolarità. Ringrazia in particolare la Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, per il ripristino della funzione ispettiva dell’INPS, sottolineando che i concorsi per il reclutamento del personale sono in fase di espletamento.

Un riconoscimento viene rivolto anche al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, per l’istituzionalizzazione delle Cabine di regia sui controlli in agricoltura. Secondo Vitale, il coordinamento tra le amministrazioni è necessario per integrare le attività di vigilanza e coniugare competitività delle imprese e rispetto delle norme.

Rete del lavoro agricolo di qualità, crescono le adesioni

La Rete del lavoro agricolo di qualità registra un aumento delle domande di adesione, favorito anche dai meccanismi premiali previsti da bandi nazionali e regionali. Lo strumento è finalizzato a valorizzare le imprese che rispettano le regole in materia di lavoro e contribuiscono a contrastare lo sfruttamento in agricoltura.

Vitale attribuisce un ruolo nel consolidamento della Rete anche ad Antonio Pone, referente della relativa Cabina di regia. «La legalità si diffonde quando diventa anche conveniente», dichiara, riferendosi agli incentivi che possono favorire l’adesione delle aziende al sistema.

Le priorità: organici ispettivi e scambio di informazioni

Per i prossimi anni, il direttore dell’AGEA individua due priorità. La prima riguarda il potenziamento della funzione ispettiva dell’INPS, attraverso il rafforzamento degli organici, la formazione del personale e una programmazione dei controlli sempre più basata sui dati e sulla collaborazione con le forze dell’ordine.

La seconda consiste nella stipula di protocolli d’intesa tra enti per condividere informazioni e competenze. Tra i soggetti indicati figurano INPS, AGEA, Ispettorato nazionale del lavoro, INAIL, Guardia di Finanza, Carabinieri, Prefetture e Regioni.

«Il caporalato prospera negli spazi vuoti tra un’amministrazione e l’altra: il nostro compito è chiuderli», conclude Vitale, indicando nel coordinamento istituzionale uno degli strumenti per rendere più efficace il contrasto allo sfruttamento del lavoro agricolo.