Un uomo di nazionalità venezuelana è stato arrestato giovedì sera a Washington, nelle vicinanze della Casa Bianca, dopo che gli agenti del Secret Service hanno rinvenuto nella sua automobile tre armi da fuoco, tra cui un fucile, e diverse decine di munizioni. Secondo quanto riferito dal Dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti, il sospettato avrebbe dichiarato agli agenti di essersi recato nella capitale americana con l'intenzione di uccidere il presidente Donald Trump, sostenendo di aver sentito delle voci nella propria testa che gli avrebbero ordinato di compiere l'azione.
L'intervento è avvenuto lungo Constitution Avenue, a sud della residenza presidenziale. Gli agenti del Secret Service avrebbero notato il comportamento ritenuto sospetto dell'uomo mentre si trovava all'interno di un'automobile parcheggiata nella zona. Gli accertamenti successivi sul veicolo, risultato rubato, hanno portato alla scoperta delle armi e delle munizioni.
Alla luce degli elementi raccolti, l'uomo è stato fermato e posto in stato di arresto. Nei suoi confronti sono state formulate diverse accuse, tra cui il trasporto e il possesso illegale di armi da fuoco.
Stando alle informazioni diffuse dalle autorità statunitensi, il sospettato è un cittadino venezuelano che si troverebbe negli Stati Uniti senza regolare autorizzazione. La sua posizione sul territorio americano costituisce un ulteriore elemento al vaglio delle autorità competenti.
La vicenda ha attirato l'attenzione per la vicinanza del luogo dell'arresto alla Casa Bianca e per la natura delle dichiarazioni che sarebbero state rese dall'uomo agli agenti. Al momento, le informazioni relative al presunto movente e alle circostanze che avrebbero preceduto il suo arrivo a Washington restano legate a quanto comunicato dalle autorità.
Le indagini dovranno ora chiarire la dinamica dei fatti, verificare le dichiarazioni attribuite al sospettato e ricostruire eventuali preparativi o ulteriori elementi utili a definire la portata della vicenda.