Un vortice polare potrebbe arrivare in anticipo già tra il 5 e il 10 novembre 2026, portando freddo e neve sull'Europa e sull'Italia. Il fenomeno è una circolazione ciclonica sopra l'Artico che si estende su due livelli: quello troposferico, più vicino al suolo, e quello stratosferico, ad altissima quota. Secondo quanto riportato da Il Meteo, le simulazioni prevedono una forte anomalia nella prima metà di novembre, con un possibile Sudden Stratospheric Warming (SSW), cioè un riscaldamento stratosferico improvviso, per il secondo anno consecutivo in anticipo sulla stagione.

Se questa inversione venisse confermata, sarebbe un evento eccezionalmente precoce: dal 1959 i riscaldamenti stratosferici non si sono mai verificati prima del 28 novembre. Il riscaldamento avviene a grandi altitudini e può alterare la circolazione dei venti attorno all'Artico, condizionando il vortice polare anche nei livelli più bassi dell'atmosfera. Il vortice polare non è una tempesta che si sposta dal Polo Nord verso l'Europa, ma una circolazione di aria fredda che, se si indebolisce o si deforma, può spostare masse d'aria gelida verso latitudini più basse, come l'Europa.

Le simulazioni non concordano ancora su tempi e intensità dell'alterazione: una corrente a getto più forte o deformata potrebbe indebolire il vortice polare e, nel caso peggiore, separarlo in due nuclei distinti. Una situazione simile è già in atto: un ciclone diretto verso la Grecia ha trascinato aria fredda sull'Italia, portando piogge, nevicate sull'Appennino e un calo delle temperature. Anche se non si può ancora prevedere con precisione l'intensità dell'impatto sul Mediterraneo, l'attenzione resta alta per la settimana tra il 5 e il 10 novembre.