Roberto Vannacci attacca Volodymyr Zelensky e porta nell’aula di Strasburgo la polemica sui nuovi finanziamenti all’Ucraina. "O mi date 70 miliardi, o vi faccio invadere da 20 milioni di ucraini": è la sintesi provocatoria con cui il leader di Futuro Nazionale interpreta le recenti dichiarazioni del presidente ucraino. Una formulazione di Vannacci, non una citazione letterale di Zelensky, che l’eurodeputato accompagna con un’accusa esplicita: "Questa è la nuova frontiera di Volodymyr Zelensky: dal ‘combattiamo per difendere le vostre famiglie’ al ricatto usando i suoi stessi cittadini".
Il riferimento è al Consiglio europeo del 16 ottobre a Bruxelles, dove Zelensky ha chiesto almeno altri 70 miliardi di euro per il 2027, destinati alla difesa, agli armamenti e alla resistenza del Paese all’aggressione russa. Il presidente ucraino ha inoltre avvertito che un’eventuale caduta dell’Ucraina potrebbe spingere verso l’Europa circa 20 milioni di profughi, costretti a fuggire dall’avanzata russa. Vannacci legge questo avvertimento come una pressione sugli alleati e richiama polemicamente il rapporto tra Bruxelles e Ankara sulla gestione dei migranti: "Deve avere imparato da Recep Tayyip Erdogan".
L’affondo si sposta quindi su Ursula von der Leyen, che Vannacci accusa di chiedere un aumento del bilancio europeo e di prospettare tagli alla politica agricola comune per continuare a finanziare il conflitto. "Intanto le famiglie europee non arrivano a fine mese, le imprese chiudono e il costo dell’energia ha superato ormai quello dell’oro", sostiene l’eurodeputato, contrapponendo le difficoltà economiche dei cittadini alla disponibilità di risorse per Kiev.
"Ma per finanziare una guerra i soldi si trovano sempre", insiste Vannacci. La conclusione è un attacco alla mancanza di iniziativa diplomatica che attribuisce ai vertici europei: "Per arrivare invece a quella brutta pace, che è sicuramente meglio della brutta guerra che stiamo finanziando, manca addirittura la volontà". Un intervento che mette sotto accusa le priorità di Bruxelles e rilancia la richiesta di una svolta negoziale, mentre si apre il confronto sugli ulteriori fondi necessari all’Ucraina per il prossimo anno.